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Il sito fattoriafilosofica.com è incentrato su una visione della filosofia come possibile sorgente di orientamento pratico. Esso vuol essere un luogo di apprendimento, approfondimento e discussione per: * filosofi, o aspiranti tali; * professionisti in cerca di nuovi strumenti e metodi; * gruppi di pratica e comunità di apprendimento alla ricerca di nuovi stimoli; * singoli interessati allo sviluppo di approcci o tematiche filosofiche. O anche curiosi, che è quasi la stessa cosa!
Il sito è gestito dall’associazione omonima, che si costituisce come redazione. Il maggiore auspicio della redazione è però che il sito sia incrementato ed alimentato dal contributo dei suoi visitatori (vedi sezione La fattoria).
Cosa si intende per applicazioni pratiche della filosofia?
Il termine è volutamente ampio e generico, in quanto si caratterizza come un campo da esplorare. Comprende sicuramente tematiche già molto approfondite come le pratiche filosofiche e la consulenza, ma intende anche ricercare altri possibili significati delle filosofia in pratica, cercando si evitare ove possibile definizioni troppo stringenti o prassi rigidamente codificate. Questo perché siamo convinti che l’ottica filosofica, in quanto punto di vista sul mondo (Weltanschauung) sia essenzialmente una forma del domandare Le domande emergenti dai singoli, dai gruppi, dalle istituzioni possono trovare una collocazione e definizione nello spazio filosofico, senza per questo perdere attualità e presa sulla realtà? Siamo convinti di si. Tuttavia ciò non accade, se non di rado. Le ragioni sono molte e di diversa natura, tuttavia la nostra convinzione dell’utilità della filosofia è tale che diamo per scontato che questo oblio della filosofia sia solo contingente. Torniamo piuttosto alle domande…. Cosa significa cercare una collocazione nello spazio filosofico? * In primo luogo, trovare una possibile risposta nella letteratura filosofica. Ciò è sempre possibile, viene correntemente fatto (basti vedere la vasta produzione letteraria di genere), e spesso suscita interesse nella collettività. * Ma una risposta filosofica può essere anche una ridefinizione della domanda, una sua qualificazione in altro senso, una riscrittura del problema. Questa seconda strada è più difficilmente percorribile, contiene elementi possibilmente sovversivi, e può ritornare sul soggetto come una non risposta. Essa implica infatti un cambiamento di visione del mondo non richiesto dal domandante, in quanto tale accettabile o inaccettabile con la stessa probabilità. Se nel primo caso, la risposta letteraria, ci si affidava al potere della parola (la parabola, l’aneddoto, la citazione), qui si fa affidamento sulla logica intrinseca di un discorso, come strumento dis-velatore. * Un terzo approccio fonda le sue radici sulla natura di metodo del discorso filosofico. In questo caso non è il contenuto del discorso, non è il suo meccanismo, ma è il metodo di sviluppo di entrambi che si propone come risposta. Qui la domanda iniziale tende a scomparire del tutto, diviene solo uno spunto reale, perché generato spontaneamente, per affrontare una nuova creazione di senso. Questo tipo di risposta condivide con la precedente la caratteristica dell’apertura, e tuttavia non ne condivide la sovversività. E’ una proposta, un invito a ristrutturare il quadro generale con strumenti diversi. Quelli del metodo filosofico.
La risposta letteraria, lo svelamento, la creazione di senso. Quale strada percorrere? Sempre tutte. Perché sono sempre tutte percorribili e perché sono sempre tutte utili. La scelta va fatta in primo luogo con l’interlocutore, in secondo luogo basandosi su un criterio di economicità. E qui, utilizzando una metafora, vanno considerati fattori di microeconomia, come il tempo a disposizione e fattori di macroeconomia,come la natura della domanda.
Gli interventi che troverete su questo sito apparteranno molto probabilmente alle prime due categorie, tuttavia con il lavoro dell’associazione contiamo anche di sviluppare il terzo.
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