In evidenza

Articolo manifestazione 8 marzo Marano di Napoli. Clicca sull'immagine per ingrandire.
Leggi tutto...
 
È possibile che le donne non costituiscano l’altra metà del cielo? il cosiddetto soffitto di cristallo può essere interpretato come un problema che riguarda l’economia di mercato? il disegno attuale delle politiche di genere trova riscontri nelle analisi quanti/qualitative (cioè di tipo socio-economico)? oppure nel discorso filosofico?
Leggi tutto...
 
L'associazione FattoriaFilosofica sarà presente a Marano l'8 Marzo
 

Login Form






Password dimenticata?
Nessun account? Registrati

Syndication

Home
La bussola PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 1
ScarsoOttimo 
sabato 06 maggio 2006

LA BUSSOLA: ragionamento come orientamento
In generale, orientarsi nel pensare significa dunque: data l’insufficienza dei pricipi oggettivi della ragione, seguire, nel ritenere vero, un suo principio soggettivo.
Immanuel Kant

Interrogandoci sull’uso pratico della filosofia, abbiamo scelto di considerarla come uno strumento di orientamento. Cioè a dire una specie di bussola, che serve a rendere evidenti le direzioni percorribili ed i rapporti “spaziali” fra gli elementi dell’ambiente.

Possedere una bussola, è chiaro, non basta in sé per riuscire ad orientarsi. È altrettanto necessario sapere come usarla.
Il saper usare una bussola, come altre competenze o abilità (da trovare), ha delle caratteristiche sue proprie. L’abilità necessaria all’uso di tale strumento è elementare e basilare: la bussola si interpreta, così che, per farla funzionare (perché siamo in grado di farne qualcosa) dobbiamo possedere il criterio di interpretazione.
La bussola non agisce direttamente sull’ambiente circostante: non ti aiuta a muoverti come un’automobile, non tira via la polvere come un aspirapolvere, non cura il mal di testa come un’aspirina. Né essa è semplicemente percepita come elemento, potenzialmente significativo, dell’ambiente, come (come può essere la luna ed il cielo stellato, che indicano la via al pastore errante nell’Asia, od il semaforo che indica la via libera o no all’automobilista errante per Napoli(?!).Tuttavia la bussola è utile!
Essa partecipa, in determinate situazioni a definire e strutturare l’ambiente. Ciò che prima della bussola era destra e sinistra, diviene est ed ovest.
Ciò è possibile in base ad un criterio definito ed a partire da una necessità o da uno scopo consapevoli.
La bussola non ti parla da sola, se non sai (o non hai deciso) a cosa serve, cioè se non la interroghi in base al suo scopo specifico.
In più, non ti fornisce risposte significative se non condividi il criterio di interpretazione.
Possedere la bussola e sapere come usarla non sono condizioni certe per ottenere il risultato desiderato. Possiamo sostenere che la filosofia è sì una pratica di orientamento, ma anche ed al contempo creativa: nel momento stesso in cui interpreta il mondo, costruisce il mondo medesimo.
Per questo, utilizzare la filosofia come bussola si può rivelare un’esperienza rischiosa.
Il rischio è che nella strutturazione dello spazio concettuale si può passare attraverso fasi diverse. Una di queste fasi spesso necessaria è la destrutturazione della realtà come percepita, ossia la revoca in dubbio della realtà dei sensi.
La filosofia può essere intesa sia come strumento di orientamento in un ambiente dato come totalità, che come criterio di distinzione di ciò che è vero da ciò che è falso. La verità filosofica secondo il nostro punto di vista può risultare da una costruzione o da uno svelamento, cioè da una organizzazione dei pezzi o da una eliminazione di ciò che è superfluo. Il concetto di rischio insito in ciascuna di queste due vie è radicalmente diverso. 

 
< Prec.   Pros. >

Sondaggi

Sono interessato alla recensione in senso pratico di
 

Chi è online

© 2008 Fattoria Filosofica - la pratica filosofica in rete
Joomla! un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.