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Articolo manifestazione 8 marzo Marano di Napoli. Clicca sull'immagine per ingrandire.
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È possibile che le donne non costituiscano l’altra metà del cielo? il cosiddetto soffitto di cristallo può essere interpretato come un problema che riguarda l’economia di mercato? il disegno attuale delle politiche di genere trova riscontri nelle analisi quanti/qualitative (cioè di tipo socio-economico)? oppure nel discorso filosofico?
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L'associazione FattoriaFilosofica sarà presente a Marano l'8 Marzo
 

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È possibile che le donne non costituiscano l’altra metà del cielo? il cosiddetto soffitto di cristallo può essere interpretato come un problema che riguarda l’economia di mercato? il disegno attuale delle politiche di genere trova riscontri nelle analisi quanti/qualitative (cioè di tipo socio-economico)? oppure nel discorso filosofico?


L’associazione Frida Kahlo, con il patrocinio del comune di Marano, ha organizzato per l’8 marzo la manifestazione “Una donna per amico”. La manifestazione si è svolta nel convento di Santa Maria delle Grazie nel centro storico di Marano. FattoriaFilosofica ha presentato una discussione sul tema “Evidenze nascoste, riflessioni al femminile sui risultati di una ricerca in Campania”.

La riflessione proposta dall’associazione prende le mosse dai risultati di una ricerca svolta in Campania sulla situazione delle donne nella ricerca scientifica e tecnologica. e mira a mettere in luce alcuni contrasti emersi nel corso della ricerca che necessitano di un’analisi di tipo filosofico. La riflessione con i partecipanti alla manifestazione è partita da una domanda: come nasce una politica? E nello specifico, come nascono le politiche di genere?

Sono state poste delle provocazioni iniziali:

È possibile che le donne non costituiscano l’altra metà del cielo? il cosiddetto soffitto di cristallo può essere interpretato come un problema che riguarda l’economia di mercato? il disegno attuale delle politiche di genere trova riscontri nelle analisi quanti/qualitative (cioè di tipo socio-economico)? oppure nel discorso filosofico?

Siamo partiti dunque nella riflessione dall’analisi delle politiche dell’Unione Europea in materia di inclusione delle donne nella ricerca scientifica e tecnologica. Perché questo settore? In primis perché è ritenuto il settore che maggiormente contribuirà a fare dell’Europa la più grande economia fondata sulla conoscenza. Poi perché è un settore che in Campania vede assorbire gran parte delle risorse economiche ed intellettuali. Infine perché è un settore dove le parole violenza, abuso, segregazione, tratta, non si trovano e dunque è un settore “meno complesso” da affrontare.

Il problema, si dice, è che nel settore scientifico e tecnologico le donne mancano.Chi dice che è un problema? Lo dice l’unione europea, che vara all’interno del vasto piano Scienza e Società, alcune azioni destinate all’inclusione delle donne nella ricerca scientifica e tecnologica. Occorre soffermarsi su questo punto: la questione delle donne è parte di un discorso ampio il cui obiettivo è il seguente: Il Piano d'azione Scienza e società si prefigge di sviluppare relazioni più forti e armoniose tra gli operatori della ricerca, della vita economica e sociale, della politica.

Il tema, inserito all’interno dell’ambito dello Spazio Europeo per la ricerca, intende colmare il divario esistente attualmente tra la scienza ed i cittadini. La questione delle donne nella scienza è inserita all’interno del tema scienza e società e viene affrontata come una problematica che incide non solo sulla vita delle donne direttamente interessate, ma sull’economia e sulla società nel suo insieme.

Tra i dati considerati preoccupanti c’è il seguente: le donne non sono divise equamente nei settori della ricerca (segregazione orizzontale). Per segregazione verticale si intende invece la mancanza delle donne nelle posizioni di vertice. Mentre per la segregazione verticale si intuisce l’ambito del problema, cioè la discriminazione nell’assegnazione delle posizioni di vertice, non si intuisce perché la segregazione orizzontale dovrebbe essere problematica.

Non potrebbe darsi che le donne siano, in senso generale, non interessate ad alcuni ambiti delle ricerca? Se è vero, e lo leggiamo dai dati, che le donne sono poco presenti già a livello universitario in alcuni settori scientifici, è evidente che si tratta di un problema di orientamento e non di un problema di pari opportunità. Tuttavia questo insieme di preferenze manifestate dalle donne dei paesi dell’UE (prima dell’allargamento) è considerato problematico.

Due ragioni:la prima di tipo economico. Siccome i settori che traino l’economia sono quelli scartati dalle donne, a lungo andare esse si troveranno fuori dal mercato del lavoro, almeno da quello ritenuto di punta per l’Europa, cioè la ricerca scientifica e tecnologica. La seconda di carattere filosofico: se le donne mancano in alcuni settori della ricerca, il loro contributo possibile si perde. Perché? Un’unità lavorativa, uomo o donna, non è equivalente? Sembra di no! Si presuppone che se le donne partecipassero di più allo sviluppo di alcuni settori della ricerca questi potrebbero subire un vantaggioso allargamento e sottolineo allargamento verso la società.

L’esposizione sintetica di questi dati ha suscitato un dibattito tra i partecipanti e sono state sollevate molte questioni. L’impressione generale, emersa dalla discussione, è che in relazione alla segregazione orizzontale esista un volontà di forzare la scelta delle donne nell’intraprendere alcune carriere. Questa riflessione è stata tra l’altro sottoposta anche al relatore successivo, da parte della platea, in relazione alle politiche per l’imprenditoria femminile, in particolare in relazione al tema dell’innovazione. Nel dibattito è emerso anche il concetto di “eliminazione della diversità” in favore dell’omologazione, concetto ripreso poi da una socia che ha esposto il pensiero di Vandana Shiva sulla biodiversità.

Il discorso è poi ripreso cercando di mettere a confronto (?) due possibili strumenti di orientamento: la teoria sull’approccio di genere alla scienza, le storie di vita delle ricercatrici intervistate all’interno del progetto di ricerca sul campo effettuato in Campania.

Perché confrontarli? Per cercare conferma del pensiero filosofico nel dato sociologico, per re-interpretare a livello filosofico le storie di vita delle donne.

Il confronto sul piano pratico si è operato tra le risposte delle ricercatrici campane (contenuto nella ricerca ) e l’intervista storica oramai di Evelyn Fox Keller a Barabra Mc Clintock (in sintonia con l’organismo).

Sono emerse poche assonanze e soprattutto un rifiuto delle ricercatrici nostrane a trattare temi come l’approccio di genere alla scienza, la critica femminista nel proprio campo di ricerca, l’etica della scienza, il contributo delle ricercatrici/scienziate a favorire l’incontro tra scienza e società, ecc

…..

In conclusione:ci si è posti al domanda iniziale “Come si disegnano le politiche di pari opportunità? Abbiamo analizzato un settore tutto sommato poco problematico dove le parole violenza, abuso, dominazione sono totalmente assenti, e ciò nonostante ciò che la teoria indicava come via pratica praticabile, consentitemi l’accostamento, non solo non trova riscontro nel dato quanti/qualitativo, ma risulta tout court poco interessante per le utenti finali. Quale dato risulta più rilevante ai fini della costruzione di una linea politica? L’analisi teorica o il vissuto delle donne? Occorre sicuramente operare una scelta, onde non generare delle politiche ibride che sul piano dell’evoluzione della società non indicano nuove frontiere e sul piano della soddisfazione dell’utenza generano malcontento. Le forzature però sono naturalmente congeniali al sistema economico globale che indica come privilegiati alcuni settori ed invita quanti abbiano buona volontà a seguire la via indicata. Ciò vuol dire , tutto sommato, che le politiche di genere stanno creando un modello di donna integrata assolutamente funzionale al disegno globale che vede morire alcuni settori della ricerca scientifica, e con essi della società a vantaggio di altri. Forse a questo punto andrebbero analizzati altri modelli teorici, che provengono da altre aree del pianeta e che trovano altri centri prima della donna.”

 
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